Camilla Morandin
 
"Non sono qui per scattare semplici fotografie.
Sono qui per offrirti uno spazio Dove sarai libera di essere chiunque tu voglia."
 
Dolce o sensuale.
Floreale o terrena.
Nuda o vestita.
Sorridente, intensa, energica, calma, centrata o imprevedibile.
Uno spazio in cui il tuo corpo possa sentirsi libero di esistere, esprimersi, respirare.
Dove la tua vera essenza avrà lo spazio che merita per mostrarsi.
come vedo le donne
"Quando parlo di dee non lo faccio tanto per dire.
È davvero il modo in cui vedo le donne."
"Ho smesso consapevolmente di vedere nelle donne delle nemiche partendo prima di tutto da me stessa. Ho smesso di giudicarmi, di guardarmi con durezza, di sentirmi sbagliata.
A volte incrocio per strada donne che ancora non sanno di esserlo.
Lo percepisco dietro a una postura chiusa, dietro ad abiti scelti per nascondersi, dietro a quel bisogno di occupare meno spazio possibile.
Eppure, sotto tutto questo, vedo sempre un’enorme bellezza pronta ad emergere.
Credo profondamente che non esistano corpi sbagliati.
Un corpo diventa “brutto” solo quando viene osservato attraverso gli occhi del giudizio.
Molte donne arrivano rigide, tese, abituate a controllarsi.
Piano piano, attraverso la mia voce, il movimento e lo spazio che creo per loro, il corpo smette di difendersi.
Lo sguardo cambia, e la donna comincia finalmente a sentirsi libera di esistere.
Ed è proprio da lì che nasce tutta la mia fotografia."
il mio percorso
Per anni mi sono messa continuamente a confronto con le altre donne.
Mi sentivo sempre sbagliata, sempre “meno” di qualcuno.
Cambiavo spesso capelli, stile, modo di vestire, cercando inconsapevolmente qualcosa che mi facesse sentire abbastanza. Vivevo in un costante paragone che mi portava a sentirmi insicura, fragile, profondamente scollegata da chi ero davvero.
Ero timidissima.
Sentivo come se ogni sguardo potesse mettere in discussione il mio valore. Non riuscendo ad accettarmi davvero, cercavo continuamente qualcosa fuori da me da imitare, seguire o rincorrere.
E credo che, in modi diversi, tante altre donne abbiano vissuto questa sensazione.
Per me non c’è stato un momento preciso in cui tutto è cambiato.
Più che un singolo click, è stato un ritorno graduale verso me stessa.
Uno dei passaggi più importanti è stato imparare a guardarmi con gli occhi dell'amore: ho iniziato a guardarmi allo specchio e dirmi che ero bella anche se all’inizio non ci credevo, ma l’ho fatto così tante volte che, piano piano, qualcosa dentro di me ha cominciato a cambiare. Ho imparato a valorizzarmi, ad ascoltare ciò che mi faceva sentire bene, viva e autentica.
E quando cambia il modo in cui una donna guarda se stessa, cambia lentamente anche il modo in cui vive la propria vita.
È da questa trasformazione personale che nasce oggi il mio modo di fotografare le donne.
Oggi creo fotografie come avrei voluto essere guardata io:
con presenza, delicatezza e senza giudizio.
la mia filosofia estetica
" Voglio creare fotografie che profumino di libertà, di emozioni vere e femminilità vissuta senza paura. "
Ho vissuto sulla mia pelle la differenza tra il trattenersi e il sentirsi libere di esistere. Per questo, un giorno, ho sentito il desiderio di unire una delle mie più grandi passioni — la fotografia — al modo in cui vedo le donne.
Ma perché proprio la fotografia?
Perchè amo vedere la vita come la vede una macchina fotografica: poetica, romantica, piena sensibilità e intensità.
Non è stata una scelta razionale quella delle donne.
Non mi sono messa a tavolino pensando: “Ok, con chi posso lavorare attraverso la fotografia?”
No.
Tutto ciò che porto oggi a loro è sempre stato prima frutto della mia esperienza personale. Mi sono sempre trovata meglio a imparare attraverso la vita che attraverso i libri, ed è questo che mi ha portata ad avvicinarmi così tanto agli insegnamenti legati al femminile.
Non li ho solo letti. Li ho vissuti, attraversati ed incarnati.
Per questo non baso il mio lavoro sulla tecnica ma sulle emozioni, ed è anche per questo che arriva alle donne in modo così intenso.
Il mio progetto fotografico è spesso cambiato nel tempo, ma l'intenzione è sempre rimasta la stessa: fotografare donne libere.
Come si fotografano donne davvero libere?
Liberandole.
Come ho fatto con me stessa.
Facendole sentire accolte, ascoltate e valorizzate.
Nessuna donna si sentirà mai davvero valorizzata in una fotografia se l’ambiente è rigido, se le viene chiesto indirettamente di essere diversa da ciò che è, se viene osservata attraverso parametri legati alle misure del corpo o all’apparenza, se non le viene dato spazio per esprimersi, muoversi o sentirsi.
Per capire come nascono le mie opere, ti riporto quello che dico alle donne con cui lavoro prima di iniziare a fotografarle:
“Non sei tu, modella, a dover seguire me fotografa e le mie idee.
Sono io che seguo il tuo corpo, in ogni spazio in cui vuole stare e in ogni modo in cui vuole manifestarsi.
È così che possiamo davvero creare opere d’arte di te stessa.”
 
 
 
 
mostra ciò che vuoi vedere di te stessa.
 
 
 
 
La mia natura
Sono solare quanto profonda.
Capace di ridere fino alle lacrime per cose semplicissime e, poche ore dopo, perdermi nei miei pensieri osservando il cielo dal finestrino della macchina durante il tramonto.
Sono tanto tranquilla come quando il mare è calmo tanto quanto esplosiva come la musica tekno che ti fa scatenare per tutta la notte in un giorno d'estate.
Amo il silenzio come l’energia viva delle persone, della musica e del movimento.
Alcune volte sento il bisogno di perdermi in un bosco, sedermi vicino a un fiume con il sole sulla pelle e lasciare che la mia mente rallenti. E altre in cui ho voglia di vita, di città illuminate, di vestirmi elegante, mettere musica alta e guidare una macchina veloce.
Amo gli abiti che fanno sentire il corpo vivo, gli oli sulla pelle e i profumi dolci. Rendere la quotidianità un momento di ritualità attraverso dettagli che trasformano un momento semplice in un gesto d'amore e piacere.
Mi piace contemplare la vita tanto quanto viverla intensamente.
Ci sono giorni in cui creo senza uno scopo preciso: dipingere, fotografare, arredare la mia casa, ballare, creare outfit in cui sentirmi me stessa... E altri in cui desidero soltanto rallentare, stare nella mia tana ascoltando il silenzio o staccare dal resto del mondo guardandomi un bel film anni '90.
Dentro di me convivono semplicità ed eccesso, essenzialità e desiderio di abbondanza, quiete e fuoco creativo.
E forse è proprio questa continua danza tra opposti che definisce il mio modo di vedere il mondo, le donne e la fotografia.
Ogni donna che fotografo arriva con una storia.
qual'è la tua?